CHE COS’È E PERCHÈ?



Ci troviamo ogni giorno ad affrontare una realtà dalle estreme esigenze.
Apparteniamo ad una società che ci spinge ad affrontare ogni situazione pretendendo un  superamento dei nostri limiti.

Oltre alla predisposizione individuale, queste condizioni contribuiscono radicalmente e sottopongono la nostra mente ad un eccesso di stress e fobie che lottano contro il mantenimento di una stabile razionalità.
Attività routinizzate ci impongono di sostenere ritmi sempre più elevati e non conformi alla nostra natura.
Considero l’unione di questi fattori come la “miccia” scatenante di malattie come il panico e la depressione.
Ma come non esserne succubi? Forse impossibile.
Del resto non possiamo prendere in considerazione la possibilità di poter passare una vita immuni da problemi e difficoltà ma forse sarebbe utile riflettere sull’origine di questi.
Per la verità, quello che ci spaventa di più, credo sia proprio il fatto che il luogo dove tutte le nostre paure prendono forma  coincida esattamente con quello da cui vorremmo farle sparire:  la nostra mente.
La paura…è proprio da qui che il panico ha origine.
La paura viene definita un’emozione primaria di difesa come risposta ad una situazione di allarme e pericolo.
Essa può essere reale, evocata tramite i ricordi, tramite immaginazione o semplicemente la si può trovare come reazione a determinati stimoli.
La paura che riscontriamo negli attacchi di panico, ad esempio, è del tutto irrazionale e immaginaria, ma ripercuotendosi  sul corpo con dei veri e propri sintomi (tachicardia, costrizione al petto, sensazione di svenimento, sudorazione eccessiva, ecc.) assume una forma del tutto reale.
Spesso chi si trova in questa situazione avverte paura estrema e sensazione di imminente morte.
Sicuramente il fatto che la paura si instauri nella nostra mente ci da un vantaggio , ovvero la possibilità di imparare a bloccarla o perlomeno a diminuirla.
Non è certo un lavoro facile, anzi, richiede pazienza e forte determinazione ma una volta portato a termine potrebbe agevolarvi nella gestione di qualsiasi altra reale paura o situazione stressante che vi si presenti.
Non esiste certo una bacchetta magica o una formula in grado di darvi questa soluzione, si tratta di un lavoro  e di un percorso meramente individuale e personale, pertanto da svolgere singolarmente o con l’aiuto di uno specialista.
Questo percorso viene solitamente accompagnato da medicinali, in grado di limitare le connessioni neuronali troppo numerose e veloci.
A livello fisico quello che risulta sempre utile e che mi sento di consigliare è il sistemarsi in un luogo tranquillo, trattenere il respiro per qualche secondo (alcuni esperti consigliano sedute di apnea) per ridurre il battito cardiaco e soprattutto all’inizio, se ci si trova soli, fare una chiamata o scrivere anche solo qualche messaggio per sapere che se le cose dovessero peggiorare qualcuno sarà pronto ad intervenire (con il tempo poi riuscirete a ritrovare la vostra autonomia). 


CONSIGLIO:  molte volte quando ci sentiamo soffocare tendiamo ad aprire finestra, in realtà, è del tutto scorretto.  Durante l’attacco infatti il corpo, ” preparandosi alla fuga”, immagazzina più ossigeno rispetto al necessario, quindi la vostra “boccata d’aria” non farebbe altro che aumentare la tachicardia peggiorando la situazione.







Commenti


  1. Mi pare di capire che tu abbia trovato un modo interessante di trascorrere il tempo che resta dopo il noiosissimo studio...

    RispondiElimina
  2. Mi piace molto la trovata dei principanici

    RispondiElimina

Posta un commento

Post più popolari